Collage di proposte di coperte in maglia con patterns geometrici, realizzate con fibre naturali leggere e calde, in lana-cotone-cashmere, dove il colore bianco (lana cardata merino extra fine) si illumina di giallo oro e grigio argento (cotone-cashmere) in una piacevole sperimentazione di pattern-colori-materia con la progettazione e realizzazione industriale e artigianale. Nota importante: la personalizzazione!

Lo studio e la ricerca nella scelta del filato sono legati alle esigenze della riuscita finale del prodotto. Fibre versatili per soluzioni diverse, piacevoli e morbide al tatto. Uso il tinto in filo, che è importante per la solidità e purezza del colore; toni neutri che si affiancano a nuances vibranti e luminose. Anche un accessorio come la coperta diventa un oggetto importante, il piacere di un prodotto dal design innovativo che conferisce un carattere di elegante semplicità con la voluta importanza al dettaglio.

Un assaggio di coperte in giallo nella neutralità del grigio e bianco, espressione sartoriale di elegante decoro, dall’effetto ‘cocoon’ che animano gli spazi…il corpo e la mente sentono il bisogno di ricaricarsi, cercando anche in una coperta il calore e la piacevolezza visiva, riscoprendo il valore nell’accessorio di carattere!

Con l’autunno, abbiamo l’esigenza di sentire la casa come uno spazio flessibile al cambiamento di stagione: la voglia di cercare momenti anche per rilassarsi su un divano comodo e ritrovarsi, in compagnia di una coperta…come piacevoli momenti in poltrona (lettura+calda bevanda)…dettagli dettati da piccoli stili di vita.

Dettagli con intriganti strisce oro e grigio argento

Atmosfere autunnali, anche in versione ricamo…

Trovarsi tra viali alberati a tinte gialle o nei boschi: appuntamento stagionale tra fogli sopra la testa e tra il frusciare di piedi in cammino, quasi come una seduta di cromoterapia: tonalità dal giallo al rosso, dall’ocra al ruggine e al porpora. Comportamento strategico di madre natura, aspettando poi l’inverno. Il foliage che appare e poi scompare nel suo dinamismo vegetale. Amo questi colori caldi, la luce e i profumi, piccole emozioni appaganti…le nostre colline in tecnicolor,  il ‘fall foliage’ americano, le foreste di acero canadesi, i pioppi dorati del New England, il ‘momijiagari’ giapponese con la ‘caccia alla foglia rossa’ (cerimoniale secolare).     

L’autunno ci ricorda di lasciar andare…La mia pianta preferita è l’albero! Qualsiasi tipo, ma soprattutto la quercia (ce ne sono di vari tipi a seconda dei posti) e l’abete montano. A questo proposito mi sono ispirata ad un articolo (di Nicoletta Cinotti). 

‘Gli alberi vivono più a lungo di noi, la ragione? Non possono scappare…sperimentano un tipo di avventura: il trovare luce, il continuare a crescere malgrado il passare degli anni, di rimanere giovani nelle  propaggini dei rami e vecchi nell’irrobustirsi del tronco.  Soprattutto accettano di essere fatti di tante parti: radici,  rami, tante foglie. Gli alberi non sono un ‘Io ma un noi’ e questo li rende eterni ai nostri occhi…perdono ogni giorno qualche foglia, qualche ramo nei giorni più tempestosi, rimangono spogli d’inverno, vulnerabili in primavera.

Veder cadere le foglie mi lacera molto
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
Soprattutto le foglie dei viali
Dei viali d’ippocastano.

Nazim Hikmet

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